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Protesi mobili CAD CAM

21.Mar.2018

Le metodologie convenzionali per la realizzazione di protesi totali mobili non hanno subito grandi cambiamenti e innovazioni negli ultimi 50 anni e richiedono più sedute e lunghe procedure di laboratorio, oltre a notevoli interventi e manipolazioni da parte dei professionisti (odontoiatra e odontotecnico) e l'utilizzo di svariati materiali, tutti passaggi che possono portare a errori di elaborazione, imprecisioni, tempistica elevata e elevati costi.

Tradizionalmente almeno 5 appuntamenti sono richiesti per ultimare una protesi totale convenzionale, dalle impronte preliminari alla consegna della protesi. Negli ultimi anni la progettazione computerizzata (CAD-CAM), che ha portato una ventata innovativa e rivoluzionaria nel settore delle protesi dentali fisse, ha trovato sbocco anche nel settore delle protesi mobili dimostrandosi promettente e offrendo vantaggi sia per il dentista che per il paziente.

La tecnica CAD-CAM in ambito di protesi mobile prevede la presa dell'impronta virtuale mediante scanner intraorali che forniscono dati al software che consente la messa a punto di un disegno virtuale della protesi mobile futura (CAD) che verrà poi realizzata mediante fresatura del materiale prescelto col CAM. Bisogna però anche dire che spesso i professionisti abituati alla metodologia tradizionale incontrano difficoltà nell'utilizzare gli scanner e i software relativi, non avendo esperienza con questi sistemi computerizzati.

In uno studio pubblicato sul Journal of Prosthetic Dentistry di agosto 2017 viene proposta una tecnica per la realizzazione di protesi totali mobili che combini la tecnologia CAD-CAM con le tecniche convenzionali, bypassando la fase di impronta virtuale con scanner che può mettere in difficoltà operatori non avvezzi ai sistemi computerizzati.

Protesi mobili CAD-CAM

In questo studio infatti le impronte e i rilevamenti dei parametri di relazione maxillo-mandibolare sono state ottenute usando le tecniche convenzionali, e le protesi mobili sono state invece elaborate usando il software e l'unità di fresatura del sistema CAD-CAM.

La metodica proposta dagli autori è la seguente:

  • presa dell'impronta mascellare e mandibolare tradizionale mediante idrocolloide irreversibile e colatura dei modelli in gesso;
  • costruzione dei cucchiai individuali;
  • confronto dei cucchiai individuali ottenuti con la bocca del paziente e esecuzione delle dovute correzioni e il bordaggio con della pasta termoplastica (Impression compound; Kerr Corp), quindi ribasatura del cucchiaio individuale con la pasta all'ossido di zinco eugenolo (Impression Paste; S. S. White Group);
  • identificazione, determinazione di: margine posteriore del palato duro, piano occlusale, dimensione verticale, linea del sorriso, posizioni dei canini, linea mediana, e i bordi incisali dei denti anteriori per il supporto del labbro, relazione centrica;
    invio delle impronte definitive e dei parametri registrati al laboratorio per la scansione e la digitalizzazione.

Mediante il software inserendo tutti i dati necessari verrà creato il disegno della protesi mobile virtuale, che potrà essere modificata dall'odontotecnico in base alle esigenze in tutti i suoi parametri direttamente col software, successivamente si passerà alla realizzazione della protesi reale col CAM mediante fresatura del blocco di resina prescelto. In ultimo la protesi fresata verrà rifinita e lucidata mediante metodi tradizionali. Successivamente la protesi verrà provata in bocca al paziente e sottoposta a tutte le eventuali correzioni necessarie.

Questo abbinamento del metodo tradizionale e di quello computerizzato CAD CAM proposto dagli autori può ridurre i costi di studio e semplificare la rilevazione dei parametri occlusali e dei rapporti mandibolo-mascellari che può risultare difficoltosa altrimenti per operatori non avvezzi all'utilizzo di apparecchiature computerizzate e software.

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